Amazon, il ladro gentiluomo, ci ruba in casa! (o, anche i giganti cadono in basso)
Forse mi sbaglio, ma penso che chiunque abbia la passione per la lettura faccia fatica a prescindere da quella forma di feticismo legata al possesso di un libro: l’odore della carta, il piacere di segnarlo e annotarlo, la possibilità di ricondurlo a momenti della propria vita, o quella di poterlo esporre in casa propria.Da un lato sono coinvolte tutte quelle emozioni che caratterizzano il possesso materiale di un oggetto, e dell’altro tutte quelle che, dal possesso materiale, portano a una forma di identificazione tra proprietà e proprietario…
All’interno del dibattito sul futuro dei media nell’era di internet, quindi, già mi stupii del lancio da parte di Amazon dell’ e-book Kindle, prodotto che mi sembra puntare su delle idee di comunicazione e di rete macchinose e antiquate: kindle è carente sia di funzioni (siamo nell’era del multitasking), che di possibilità di creare, tramite il possesso, soddisfazione e appagamento nell’acquirente. Adesso leggo questa notizia e mi rendo ancor più conto di quanto sia aleatoria l’idea di proprietà sulla quale questo prodotto vuole puntare.
A prescindere dalla natura del supporto, penso anch’io che il futuro dell’informazione su internet sarà quello del pagamento per la fruizione, e non per il possesso dei contenuti mediatici; ma per i libri penso che valga un discorso diverso: non sono un articolo di giornale, non si leggono in 5 minuti, ma li si sfoglia, li si riguarda, e, soprattutto, si deve avere il sacrosanto diritto di poter finire di leggerli come, dove e quando si vuole!
Amazon ha fatto una cazzata di investimento, e il senso di furto che immagino abbiano provato tutti coloro che non sono riusciti a sapere che fine farà il cavallo boxer ne è la prova
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