Skip to content

Una nuova discesa in campo

12 settembre 2009

Nella mia ingenuità, quando sul sito di Beppe Grillo ho letto che la “Carta di Firenze” sarebbe stata il riferimento della linea politica del suo nuovo Movimento Nazionale a 5 Stelle, ero psicologicamente pronto a leggere un lungo e noioso documento programmatico, ma, sorpresa delle sorprese, al caricarsi del pdf ciò che mi trovo sotto gli occhi è questo

Grillo non mi piace, lo trovo scorretto, e avrò modo di ripeterlo più volte, ma, in mezzo alle vaccate sostiene anche cause giuste, e capita che lo faccia in modo intelligente; possono essere di esempio la battaglia per la trasparenza delle amministrazioni o quella perché chi denuncia per diffamazione sia perseguibile legalmente se la denuncia si dimostra infondata. 

Solo che poi,

trovandosi in mano documenti come questa Carta di Firenze, si ha la piena consapevolezza di quanto il suo populismo possa far male all’Italia e di quanta distanza intercorra tra il fare politica e il mero parlarne.

Le linee guida del Movimento Nazionale a 5 Stelle sono composte da 12 punti (che poi più che punti sono obbiettivi), i quali mi ricordano i volantini che venivano distribuiti al liceo per votare a favore dell’occupazione; perché, sì, il livello di Grillo è proprio quello di un liceale, almeno se ci si sposta dal campo della polemica a quello dell’azione.

Si può fare la seguente analisi

  • I punti 1 e 9, mi spiace, ma non sono bene a cosa si riferiscano, forse perché non seguendo assiduamente Grillo non conosco il suo linguaggio, cercherò di rimediare…
  • I punti 2 e 4 contengono degli obbiettivi che effettivamente differenziano la proposta di Grillo da quella della maggioranza delle parti politiche, anche se il punto 2 non tiene minimamente conto di quanto un’operazione del genere possa costare, sia ai comuni che ai cittadini
  • Il punto 3 e il punto 6 verrebbero sottoscritti da qualsiasi cittadino, e promessi da qualsiasi politico in campagna elettorale, che si tratti di cose buone non lo mette in dubbio nessuno, ma il problema è: dato che nessuno li ha realizzati, tu, Beppe, hai un’alternativa, sai come realizzarli?
  • I punti 5, 10, 11(che è vaghissimo) e 12 vengono promessi quasi sempre e da chiunque in campagna elettorale, ma hanno lo gli stessi problemi: come realizzarli? Dove trovare i soldi?
  • I punti 7 e 8, infine, la maggior parte degli elettori manco sa a cosa si riferiscano, ma, fondamentale, la maggioranza dei ‘Grillini’ lo sa perfettamente. Internet gratis e tele-lavoro sarebbero benefici (pagati con soldi pubblici!) di cui godrebbe solo una minoranza tecnologicamente disinvolta, minoranza che è appunto l’audience (o elettorato?) di Grillo.

 

Ora, mi chiedo, che senso ha offrire prodotti che in gran parte sono inclusi nell’offerta della concorrenza? Si vuole forse differenziarsi solo sulla base della qualità del prodotto? Ma in questo caso la qualità è data dalla capacità, e Grillo non spiegando come intende raggiungere gli obbiettivi proposti, di capacità ne dimostra ben poche… Come fa Grillo a proporsi come alternativa, se di alternative non ne offre? Questa lista mi ricorda mostruosamente una famosa lista di promesse che abbiamo già visto tutti: è una lista di obbiettivi che difficilmente qualcuno non sottoscriverebbe, infarcita con un paio strizzate d’occhio al proprio elettorato.

Inoltre, che senso ha proporsi come anti-politica quando si sta facendo esattamente ciò che fanno gli altri politici?

Grillo fa male all’Italia: illude parte dell’elettorato convincendolo

1.   del fatto che una proposta con meno punti possa essere una proposta più valida

2.   che per quanto riguarda le promesse (perchè questo sono i punti della Carta) possano valere due pesi e due misure

3.   che sia possibile fare politica senza avere nessun tipo di preparazione (uno dei mali che ha portato all’attuale ‘casta’ demonizzata da Grillo)

E fa male all’Italia, inoltre e sopratutto, perpetuando l’attuale modalità di formazione del consenso, che non si basa più su un leale dibattito politico, di contenuti, ma sull’accusa reciproca. Male, questo, che è stato introdotto nella politica Italiana già una volta, e che, se alle parole di Grillo dovessero seguire anche dei fatti, lui dovrebbe voler evitare come la peste.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: