Skip to content

Ten, is a magic number

12 settembre 2009

Vorrei non toccare l’argomento, ma repubblica, oggi, rasenta davvero l’illeggibilità…. Oltre a un’intervista a Tarantini, degna dell’inquisizione e completamente priva di tatto e umanità, c’è un articolo di Giuseppe D’Avanzo, il quale, con atteggiamento diffamatorio, pretende di individuare dieci menzogne dette dal Cavaliere nel discorso dalla Maddalena. Sia chiaro che ‘menzogna’ è un termine con connotati forti e precisi: una menzogna è un’affermazione o dichiarazione consapevolmente e volontariamente contraria alla verità, perché si dica di un’affermazione che è una menzogna, quindi, bisogna fare riferimento a una verità diversa da quella espressa in suddetta affermazione. Se questa verità non è disponibile, colui che denuncia la menzogna si fa portatore esso stesso di affermazioni menzognere!

Ecco i dieci punti di D’Avanzo:

1)    Berlusconi dice che risponderà alle domande di Repubblica, ma non l’ha fatto. Vorrei portare all’attenzione di D’Avanzo che nella frase che attribuisce a B viene detto che risponderà, non che sta rispondendo, o che ha risposto! Dove sarebbe la menzogna? Se si tiene conto, inoltre, del fatto che tale frase non è neanche stata pronunciata da B proprio non saprei dove cercarla! Il giornalista, inoltre, prosegue affermando, senza che ci sia alcuna pertinenza con il tema delle menzogne, che “Berlusconi non osa affrontare la questione della sempre più evidente sexual addiction che lo costringe a una vita sconveniente e pericolosa”; vorrei che queste evidenze di una sexual addiction mi fossero mostrate (trattasi invero di una patologia compulsiva seria, che presenta sintomi tra i quali masturbazione ossessiva, ovunque e sempre, comportamento sadistico o masochistico, travestitismo, feticismo, etc…); e, inoltre, vorrei che mi sia dimostrato dove e come la vita di B sarebbe pericolosa.

2)    B nega di organizzare “feste e festini” nelle proprie residenze, organizzerebbe, invece, incontri a sfondo politco. Varie testimonianze, e le dichiarazioni di Tarantini, dimostrerebbero, invece, che non si parla di poltica, ma “soltanto dei successi dell’Egoarca, se ne ammirano gli interventi in giro per il mondo”. Per quanto non condivisibile possa essere l’idea di politica di B, vorrei che D’Avanzo dimostrasse come e perché l’autoelogio politico non sia considerabile una discussione politica. Ricordo che si parla di menzogne, non di cosa la discussione politica dovrebbe essere.

3)    B sostiene di non aver candidato Veline, ma di aver fatto un corso per giovani laureate. In questo corso, però, la presenza di veline era talmente evidente che è palese che B volesse candidare veline. Qui l’argomentazione è confusa, principalmente perché D’Avanzo si abbandona a una digressione sulle reazioni che Libero e il Giornale ebbero al tempo dei fatti. La menzogna riguarderebbe le intenzioni del cavaliere? Se volesse, cioè, davvero candidare esclusivamente veline?  Che D’Avanzo mi spieghi come, dalla notizia dell’esistenza di un corso con tante veline, possa dedurre le intime intenzioni di una persona… può di certo ipotizzarle, ma da un’ipotesi non si inferisce una verità, e senza una verità non si può accusare qualcuno di aver mentito!

4)    B sostiene di essersi comportato con la D’Addario “come si deve comportare ogni padrone di casa”. In realtà quel che si sa del suo comportamento quella sera “smentisce la correttezza di un padrone di casa consapevole di avere accanto una prostituta”. Innanzitutto che D’Avanzo dimostri che B fosse consapevole di trovarsi con una prostituta (unica sua prova sono le dichiarazioni della Montereale, la quale, ai tempi, si è contraddetta più volte), in secondo luogo che spieghi quali sono le regole del bon-ton nel caso in cui ci si trovi con una prostituta!

5)    B dichiara che la gioia più bella è quella della conquista, “se tu paghi che gioia ci potrebbe essere?”. Mente, in quanto molte donne sono state ricambiate con candidature politiche o promesse in campo edilizio, “corrispettivi dello scambio sesso-potere”. In un mondo bianco e nero questo tipo di scambi (che, sottolineo, nessuno ha dimostrato essere espliciti baratti di prestazioni sessuali!) potrebbe essere considerato una forma di pagamento, ma nel mondo in cui viviamo noi, se questi sono pagamento, allora lo è anche  l’abitudine di offrire la cena a una donna. Sia chiaro che ciò non rende questi baratti (o favori) lodevoli, semplicemente è bene notare quanto si vada in là definendoli come una forma di prostituzione. L’affermare, poi, che il distribuire denaro da parte di B alle ragazze ospiti in villa Certosa, fosse pagare per prestazioni sessuali è una semplice illazione che non ha alcuna prova.

6)    Berlusconi dice: “un imprenditore di bari, Tarantino o Tarantini, era venuto ad alcune cene(…)”. D’avanzo sostiene che B finge di non ricordare il nome “del suo ruffiano”, quindi mente, banalizzando un’intensa e comprovata amicizia. Le armi della retorica, compresa una finta confusione costruita ad arte (sempre che di ciò si trattasse) non sono menzogne: far apparire in modo indiretto un rapporto come meno pregnante di come sia stato in realtà non è mentire, mentire è sostenere che tale rapporto non ci sia stato. Certo un comportamento del genere non è corretto e tende ad aggirare l’ascoltatore, ma non è menzogna.

7)    B sostiene di aver subito un attacco personale e di essere stato ricattato. Falso, in quanto la D’Addario non lo ha ricattato, ha solo depositato del materiale da un PM. Innanzi tutto B non sostiene, almeno in questa sede, di essere stato ricattato, in secondo luogo, anche se lo avesse sostenuto, che prove ha D’Avanzo che ciò non sia veramente successo?

8)    B dice: “l’informazione buona è la tv”. Se si tiene conto delle questioni riguardanti il conflitto di interessi, e della qualità dell’informazione televisiva in Italia, è subito palese che B stia mentendo. D’avanzo deve spiegarmi come un’opinione di valore possa diventare una menzogna.

9)    B sostiene che non c’è nessuno scontro con la chiesa. In realtà lo scontro è sotto gli occhi di tutti, prova sono le critiche nei confornti di B mosse da esponenti della chiesa. Durante la conferenza, però, B parla al plurale, e si riferisce esplicitamente a Gianni Letta, rendendo più che lecito supporre che i buoni rapporti che descrive sono quelli tra il suo partito e la chiesa.

Annunci
2 commenti leave one →
  1. 28 maggio 2010 19:29

    If only more people would hear this!

  2. 30 maggio 2010 18:41

    pitigrilli.wordpress.com’s done it once more. Superb read.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: